Primavera

Semplice parlare al tuo cuore e poi contare le stelle, pensare al candore del sole sulla tua pelle, sperare nel tempo: è tutto così romantico. Semplice pensare che tutto sia dovuto al destino, una mano che irrompe dentro ogni cammino e ci guarda dall’alto: è a tratti quasi un pò mistico. Ma pensare e dare risposte è sempre inutile, tutti i giorni ripeto “non è facile, impossibile capire poi”. E cercando scorgo nel cielo quella rondine che riempiva di sogni tutti i giorni miei, frivoli e ingenui poi, ma sai come dire, non potrò capire, ma passeremo tutto è inutile; e sai come fare, non potrò cambiare, mi fermerò a pensare solo a noi.

Ma tutta la città appare a tratti semplice, instabile, fragile come una stella che scivola e va; e sento la mia età accendersi in un attimo, mi sento poi labile come in un campo una chiocciola.

Semplice pensare che il tempo poi sistemi le cose, trasformi distese in campi pieni di rose; un profumo che appare essere sempre più futile. Semplice pensare a quel corvo con un’ala che avanza: un nodo sempre più grande, dentro, dritto alla pancia, mi oscura nell’anima, fissandomi immobile. Ma non ripiombare in quel buio è sai possibile, basta poi ripensare a ciò che si merita, sempre poi, rimpianti mai; ricercando insieme alla vita sempre l’ironia, riscoprendo i colori con la fantasia, sento che è possibile. Ma sai come dire, non potrò capire, ma passeremo tutto è inutile; e sai come fare, non potrò cambiare, mi librerò e, risorgendo poi,

io cercherò in su, pensandoti scherzare, dai, con angeli,  intento a capire ciò che rappresentiamo noi; e guarderò a quel quel blu come a lacrime di gioia per un mondo poi ancor più vicino a quello che ti immagini.

Semplicemente stare a guardare, a fissare e, poi, semplicemente dire per capire, per pensare a noi.

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