Oceano

[L’ignoranza è come un mare, un riflesso da guardare, affogandoci i dubbi e convincendosi che sia la realtà. Tutto può essere visto distorto e a proprio piacimento, e i colori non sono altro che posizioni di una coulisse che non fanno altro che variare il suono greve di un trombone.]

Ma quanto tempo deve stare una stella in mezzo al mare per capire che non è altro poi che attimi che passano, e niente più? E, come una rondine, che non vola, ma spazia come può, non cerca una storia che non c’è; lei prova soltanto a crescere, e si guarda nel tempo ancora sola. Eppure noi capiremo solo poi, sicuri che eravamo noi; e guarderemo il cielo, dai, cercando rondini. Spiccando il volo dentro la realtà, naufragheremo nell’immensità.

E quanto tempo poi a cercare ancora stelle in mezzo al mare, pensando a scuse semplici da dire, solo poi. Capire che niente è inutile, e niente che nasce è facile. Guardarsi nel tempo, ancora soli.

Ma penso che a volte è stupido cercare poi, e nascondersi nelle parole, senza che sia tutto inutile da fare; finchè poi, cercando ancora, io ti sorprenderò. E lascerò scorrere parole come semplici occasioni ancora chiuse dentro ciò che non vorrai. E ti farò vivere emozioni; e, come il sole può bruciare, allora capiremo poi – c’è tutto un mondo da ignorare – e scopriresti solo poi che ti sorprenderò. Io ti sorprenderò. Ti sorprenderò.

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